LA RIVOLUZIONE VERDE DEI COMUNI RINNOVABILI

SIAMO SEMPRE PIU’ VERDI!

L’ultimo report di Legambiente ritrae un’Italia virtuosa che inizia a credere nel cambiamento.

La strada da percorrere è ancora molto lunga ma i presupposti sono buoni. Come ogni rivoluzione che si rispetti e che funzioni, il movimento parte dal basso e si differenzia dalle istallazioni dei grandi impianti che invece faticano a decollare.

Sono sempre di più, infatti, le piccole realtà come quelle di territori, amministrazioni, cittadini e imprese che si attivano per la costituzione di nuove esperienze di autoproduzione, autoconsumo e scambio di energia.

Il report riporta storie che parlano di un nuovo modo di vedere il sistema energetico: intere comunità che credono in un’energia pulita, libera dalle fonti fossili che fino ad ora sono state protagoniste indiscusse della produzione energivora.

Oggi il 37,6% dei consumi elettrici totali del Paese e il 19% dei consumi energetici complessivi sono coperti da oltre 1,1 milioni di impianti da fonti rinnovabili.

Sono ben:

  •       • 832 i comuni in cui vi è almeno un impianto fotovoltaico,
  •       • 549 quelli con impianti solari termici,
  •       • 874 i comuni con almeno un impianto mini idroelettrico,
  •       • 56 con impianto eolico.

A questi si aggiungono:

  •       • 662 delle bioenergie,
  •       • 601 comuni con impianti geotermici.

È molto interessante vedere come su 7.904 comuni Italiani, 3.493 siano comuni 100% elettrici, cioè realtà dove la produzione elettrica da rinnovabili supera il fabbisogno delle famiglie residenti.

Motivo di orgoglio e di ispirazione sono i 40 comuni 100% rinnovabili dove il mix delle fonti rinnovabili è in grado di coprire i fabbisogni elettrici e termici dei residenti.

Legambiente ha calcolato il rapporto tra energia prodotta ed energia consumata dalle famiglie residenti mettendo insieme le informazioni raccolte dai Comuni, da GSE e AIRU.

Ciò che ne risulta è un quadro molto positivo in cui molto spesso questi comuni sono in grado di produrre più energia elettrica e termica di quella consumata dalle famiglie proprio grazie al mix delle tecnologie installate.

Si parla di impianti a biomasse e geotermici allacciati a reti di teleriscaldamento e mini idroelettrico e solare in grado di soddisfare ampiamente i fabbisogni termici ed elettrici della comunità.

Inoltre, un aspetto molto interessante è che “l’intera filiera in questi territori è gestita da cooperative energetiche o società pubbliche, in cui cittadini, amministrazioni e aziende locali sono unite con l’obiettivo generale di autoproduzione e indipendenza energetica.”

Tra le esperienze riportate anche quelle di autoconsumo collettivo, cioè quello che è possibile realizzare nei condomini o all’interno dello stesso stabile.

La prima realtà registrata e diventata operativa poche settimane fa (maggio 2021) è quella del primo condominio in regime di autoconsumo collettivo d’Italia presente nel comune di Pinerolo.

Numeri importanti questi che hanno permesso nel 2020 di portare la produzione da rinnovabili a 113,9 TWh con una crescita tale da rendere possibile la chiusura di 13 GW di centrali a fonti fossili.

Una prima conquista che però non deve farci rallentare il passo.  Obbiettivo per il 2030 è quello di raggiungere almeno 80-100 TWh di produzione da rinnovabile.

Traguardo possibile ma non semplice da raggiungere vista la media delle istallazioni attuali: poco oltre 1 GW di nuova potenza istallata nel 2020, solo 112 MW in più del 2019.

Continuando con questo ritmo sarà possibile raggiungere l’obiettivo tra non meno di 68 anni!

È per questo che diventa necessaria una forte accelerazione verso l’auto produzione e lo scambio di energia da rinnovabili. Spinta che la Legge Milleproroghe, approvata a marzo dello scorso anno, è stata in grado di dare permettendo l’avvio di numerosissime storie di rivoluzione verde, ma che da sola non basta a farci tagliare il traguardo nel 2030.

La risposta può arrivare, per una buona parte, dalle comunità energetiche che diventano così il volano verso l’obiettivo prefissato oltre che virtuosi esempi della possibile lotta contro i cambiamenti climatici che vede le sue vittorie nelle piccole scelte del singolo. È così che attraverso azioni quotidiane si accelera la formazione delle coscienze verso uno stile di vita sostenibile, che non prevede nessuna rinuncia ma piuttosto un cambio di rotta.

Le sole comunità energetiche, però, non bastano a raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici prefissati. Il loro sforzo va sostenuto da impianti più grandi in grado, non solo di contribuire al bilancio energetico del nostro bel Paese, ma soprattutto di farci raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette.

Il report di Legambiente non ci racconta favole, ma realtà tangibili che dimostrano quanto il cambiamento sia possibile, a noi adesso la responsabilità di scegliere quale vita vivere oggi e quale eredità lasciare domani.

Se avete voglia di conoscere le belle storie dei Comuni Rinnovabili raccontate da Legambiente vi riporto qui il link dove potrete trovarle.

https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/05/Comunita-Rinnovabili-2021.pdf

SIAMO SEMPRE PIU’ VERDI!

L’ultimo report di Legambiente ritrae un’Italia virtuosa che inizia a credere nel cambiamento.

La strada da percorrere è ancora molto lunga ma i presupposti sono buoni. Come ogni rivoluzione che si rispetti e che funzioni, il movimento parte dal basso e si differenzia dalle istallazioni dei grandi impianti che invece faticano a decollare.

Sono sempre di più, infatti, le piccole realtà come quelle di territori, amministrazioni, cittadini e imprese che si attivano per la costituzione di nuove esperienze di autoproduzione, autoconsumo e scambio di energia.

Il report riporta storie che parlano di un nuovo modo di vedere il sistema energetico: intere comunità che credono in un’energia pulita, libera dalle fonti fossili che fino ad ora sono state protagoniste indiscusse della produzione energivora.

Oggi il 37,6% dei consumi elettrici totali del Paese e il 19% dei consumi energetici complessivi sono coperti da oltre 1,1 milioni di impianti da fonti rinnovabili.

Sono ben:

  •       • 832 i comuni in cui vi è almeno un impianto fotovoltaico,
  •       • 549 quelli con impianti solari termici,
  •       • 874 i comuni con almeno un impianto mini idroelettrico,
  •       • 56 con impianto eolico.

A questi si aggiungono:

  •       • 662 delle bioenergie,
  •       • 601 comuni con impianti geotermici.

È molto interessante vedere come su 7.904 comuni Italiani, 3.493 siano comuni 100% elettrici, cioè realtà dove la produzione elettrica da rinnovabili supera il fabbisogno delle famiglie residenti.

Motivo di orgoglio e di ispirazione sono i 40 comuni 100% rinnovabili dove il mix delle fonti rinnovabili è in grado di coprire i fabbisogni elettrici e termici dei residenti.

Legambiente ha calcolato il rapporto tra energia prodotta ed energia consumata dalle famiglie residenti mettendo insieme le informazioni raccolte dai Comuni, da GSE e AIRU.

Ciò che ne risulta è un quadro molto positivo in cui molto spesso questi comuni sono in grado di produrre più energia elettrica e termica di quella consumata dalle famiglie proprio grazie al mix delle tecnologie installate.

Si parla di impianti a biomasse e geotermici allacciati a reti di teleriscaldamento e mini idroelettrico e solare in grado di soddisfare ampiamente i fabbisogni termici ed elettrici della comunità.

Inoltre, un aspetto molto interessante è che “l’intera filiera in questi territori è gestita da cooperative energetiche o società pubbliche, in cui cittadini, amministrazioni e aziende locali sono unite con l’obiettivo generale di autoproduzione e indipendenza energetica.”

Tra le esperienze riportate anche quelle di autoconsumo collettivo, cioè quello che è possibile realizzare nei condomini o all’interno dello stesso stabile.

La prima realtà registrata e diventata operativa poche settimane fa (maggio 2021) è quella del primo condominio in regime di autoconsumo collettivo d’Italia presente nel comune di Pinerolo.

Numeri importanti questi che hanno permesso nel 2020 di portare la produzione da rinnovabili a 113,9 TWh con una crescita tale da rendere possibile la chiusura di 13 GW di centrali a fonti fossili.

Una prima conquista che però non deve farci rallentare il passo.  Obbiettivo per il 2030 è quello di raggiungere almeno 80-100 TWh di produzione da rinnovabile.

Traguardo possibile ma non semplice da raggiungere vista la media delle istallazioni attuali: poco oltre 1 GW di nuova potenza istallata nel 2020, solo 112 MW in più del 2019.

Continuando con questo ritmo sarà possibile raggiungere l’obiettivo tra non meno di 68 anni!

È per questo che diventa necessaria una forte accelerazione verso l’auto produzione e lo scambio di energia da rinnovabili. Spinta che la Legge Milleproroghe, approvata a marzo dello scorso anno, è stata in grado di dare permettendo l’avvio di numerosissime storie di rivoluzione verde, ma che da sola non basta a farci tagliare il traguardo nel 2030.

La risposta può arrivare, per una buona parte, dalle comunità energetiche che diventano così il volano verso l’obiettivo prefissato oltre che virtuosi esempi della possibile lotta contro i cambiamenti climatici che vede le sue vittorie nelle piccole scelte del singolo. È così che attraverso azioni quotidiane si accelera la formazione delle coscienze verso uno stile di vita sostenibile, che non prevede nessuna rinuncia ma piuttosto un cambio di rotta.

Le sole comunità energetiche, però, non bastano a raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici prefissati. Il loro sforzo va sostenuto da impianti più grandi in grado, non solo di contribuire al bilancio energetico del nostro bel Paese, ma soprattutto di farci raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette.

Il report di Legambiente non ci racconta favole, ma realtà tangibili che dimostrano quanto il cambiamento sia possibile, a noi adesso la responsabilità di scegliere quale vita vivere oggi e quale eredità lasciare domani.

Se avete voglia di conoscere le belle storie dei Comuni Rinnovabili raccontate da Legambiente vi riporto qui il link dove potrete trovarle.

https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/05/Comunita-Rinnovabili-2021.pdf

SIAMO SEMPRE PIU’ VERDI!

L’ultimo report di Legambiente ritrae un’Italia virtuosa che inizia a credere nel cambiamento.

La strada da percorrere è ancora molto lunga ma i presupposti sono buoni. Come ogni rivoluzione che si rispetti e che funzioni, il movimento parte dal basso e si differenzia dalle istallazioni dei grandi impianti che invece faticano a decollare.

Sono sempre di più, infatti, le piccole realtà come quelle di territori, amministrazioni, cittadini e imprese che si attivano per la costituzione di nuove esperienze di autoproduzione, autoconsumo e scambio di energia.

Il report riporta storie che parlano di un nuovo modo di vedere il sistema energetico: intere comunità che credono in un’energia pulita, libera dalle fonti fossili che fino ad ora sono state protagoniste indiscusse della produzione energivora.

Oggi il 37,6% dei consumi elettrici totali del Paese e il 19% dei consumi energetici complessivi sono coperti da oltre 1,1 milioni di impianti da fonti rinnovabili.

Sono ben:

  •       • 832 i comuni in cui vi è almeno un impianto fotovoltaico,
  •       • 549 quelli con impianti solari termici,
  •       • 874 i comuni con almeno un impianto mini idroelettrico,
  •       • 56 con impianto eolico.

A questi si aggiungono:

  •       • 662 delle bioenergie,
  •       • 601 comuni con impianti geotermici.

È molto interessante vedere come su 7.904 comuni Italiani, 3.493 siano comuni 100% elettrici, cioè realtà dove la produzione elettrica da rinnovabili supera il fabbisogno delle famiglie residenti.

Motivo di orgoglio e di ispirazione sono i 40 comuni 100% rinnovabili dove il mix delle fonti rinnovabili è in grado di coprire i fabbisogni elettrici e termici dei residenti.

Legambiente ha calcolato il rapporto tra energia prodotta ed energia consumata dalle famiglie residenti mettendo insieme le informazioni raccolte dai Comuni, da GSE e AIRU.

Ciò che ne risulta è un quadro molto positivo in cui molto spesso questi comuni sono in grado di produrre più energia elettrica e termica di quella consumata dalle famiglie proprio grazie al mix delle tecnologie installate.

Si parla di impianti a biomasse e geotermici allacciati a reti di teleriscaldamento e mini idroelettrico e solare in grado di soddisfare ampiamente i fabbisogni termici ed elettrici della comunità.

Inoltre, un aspetto molto interessante è che “l’intera filiera in questi territori è gestita da cooperative energetiche o società pubbliche, in cui cittadini, amministrazioni e aziende locali sono unite con l’obiettivo generale di autoproduzione e indipendenza energetica.”

Tra le esperienze riportate anche quelle di autoconsumo collettivo, cioè quello che è possibile realizzare nei condomini o all’interno dello stesso stabile.

La prima realtà registrata e diventata operativa poche settimane fa (maggio 2021) è quella del primo condominio in regime di autoconsumo collettivo d’Italia presente nel comune di Pinerolo.

Numeri importanti questi che hanno permesso nel 2020 di portare la produzione da rinnovabili a 113,9 TWh con una crescita tale da rendere possibile la chiusura di 13 GW di centrali a fonti fossili.

Una prima conquista che però non deve farci rallentare il passo.  Obbiettivo per il 2030 è quello di raggiungere almeno 80-100 TWh di produzione da rinnovabile.

Traguardo possibile ma non semplice da raggiungere vista la media delle istallazioni attuali: poco oltre 1 GW di nuova potenza istallata nel 2020, solo 112 MW in più del 2019.

Continuando con questo ritmo sarà possibile raggiungere l’obiettivo tra non meno di 68 anni!

È per questo che diventa necessaria una forte accelerazione verso l’auto produzione e lo scambio di energia da rinnovabili. Spinta che la Legge Milleproroghe, approvata a marzo dello scorso anno, è stata in grado di dare permettendo l’avvio di numerosissime storie di rivoluzione verde, ma che da sola non basta a farci tagliare il traguardo nel 2030.

La risposta può arrivare, per una buona parte, dalle comunità energetiche che diventano così il volano verso l’obiettivo prefissato oltre che virtuosi esempi della possibile lotta contro i cambiamenti climatici che vede le sue vittorie nelle piccole scelte del singolo. È così che attraverso azioni quotidiane si accelera la formazione delle coscienze verso uno stile di vita sostenibile, che non prevede nessuna rinuncia ma piuttosto un cambio di rotta.

Le sole comunità energetiche, però, non bastano a raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici prefissati. Il loro sforzo va sostenuto da impianti più grandi in grado, non solo di contribuire al bilancio energetico del nostro bel Paese, ma soprattutto di farci raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette.

Il report di Legambiente non ci racconta favole, ma realtà tangibili che dimostrano quanto il cambiamento sia possibile, a noi adesso la responsabilità di scegliere quale vita vivere oggi e quale eredità lasciare domani.

Se avete voglia di conoscere le belle storie dei Comuni Rinnovabili raccontate da Legambiente vi riporto qui il link dove potrete trovarle.

https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/05/Comunita-Rinnovabili-2021.pdf

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